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L'Onicofagia, cos'è e rimedi

03/05/2019

L'Onicofagia, cos'è e rimedi
Il termine Onicofagia si comprende bene nel suo significato se ci riferiamo al Greco, dal quale derivano molti termini scientifici: onikos= unghia e fagos= mangiare. Si tratta, quindi, del disturbo comportamentale che porta a mangiarsi le unghie, brutta abitudine che colpisce democraticamente donne e uomini e qualsiasi ceto.

Cos'è l'Onicofagia 

Molti ritengono il mangiarsi le unghie, l'onicofagia solo un brutto vizio ma in realtà è una malattia, un disturbo comportamentale che rientra nella classificazione dei disturbi compulsivi. Questi sono comportamenti anomali che non si riesce a controllare, che portano la persona a compiere un atto spinto da un impulso irresistibile. Vero che la prevalenza del disturbo si riscontra nei bambini e negli adolescenti ma sono moltissimi anche gli adulti che ne soffrono. L'Onicofagia compare più frequentemente nei periodi di stress o di eccitazione che innescano una riduzione del controllo degli impulsi. Il grande Freud ha analizzato questo disturbo ritenendo infine che l'atto di mangiarsi le unghie sia un sintomo di fissazione orale, il desiderio ossessivo di stimolare la zona orale.

Quando si genera l'onicofagia

L'impulso dell'onicofagia scatta generalmente quando la persona ispezionando compulsivamente le proprie dita vede un difetto, una cuticola sollevata, un angolo dell'unghia imperfetto e comincia a rosicchiare per eliminare tale difetto realizzando dei disastri estetici ma anche di salute. Tutte le dita sono interessate, non solo una o due e la rosicchiatura arriva a far sanguinare le dita e modificare morfologicamente i polpastrelli. Da qui, dall'apertura delle porte cutanee a batteri e sostanze dannose, il problema per la salute. Soprattutto i bambini, notoriamente più agili e flessibili degli adulti, arrivano a mangiare anche le unghie dei piedi ma anche alcuni adulti riescono a farlo. Chiaramente il dolore alle dita che ne consegue, può facilmente incidere sulla deambulazione, limitandola o costringendo la persona a posizioni errate, anomale mentre camminano.

Cause dell'onicofagia

Come già detto, lo Stress è un fattore scatenante, in quanto la persona trova sollievo e conforto dal mangiare le unghie ma altra causa è anche l'aggressività e l'autolesionismo. La persona sfoga su di se la propria aggressività che non si esplica verso gli altri per via dei freni inibitori. La noia non sembra essere un fattore scatenante ma certamente favorente, realizzando questo atto nei momenti di inattività. Soprattutto nei bambini l'onicofagia può avere un carattere emulatorio: il bambino replica l'atto che vede fare dai genitori a loro volta affetti da questo disturbo.

Conseguenze dell'Onicofagia

Le mani sono sempre in mostra, sono uno dei caratteri del tuo corpo che vengono notati prima di tutti gli altri. Mani con le unghie rosicchiate, con i polpastrelli deformati e magari anche sanguinanti non sono certo un bel biglietto da visita. Generalmente chi è affetto da questo disturbo se ne rende perfettamente conto e prova una certa vergogna a mostrare le mani, dando vita ad un disagio anche di tipo sociale. Le infezioni si possono verificare facilmente sulle dita rosicchiate ma occorre anche considerare che le unghie sono un importante serbatoio di batteri che finiscono in bocca e da li probabilmente anche nel corpo.

Rimedi

In commercio esistono smalti specifici, invisibili, a base di sostanze amare e sgradevoli o di peperoncino che portano la persona ad evitare di portare le dita alla bocca. Vanno applicati per almeno un mese tutti i giorni. Spesso funzionano ma se la causa è lo stress, si rivelano molto utili anche i Fiori di Bach che rilassando riducono lo stimolo a rosicchiare le unghie. E' anche possibile mettere in atto una terapia comportamentale ma viene attuata solo in casi gravi e laddove tutti gli altri rimedi abbiano fallito. Non esiste, ad oggi, alcun farmaco che si sia dimostrato utile contro l'onicofagia.