Quello che devi sapere sull’Alzheimer!

La demenza, oggi, è una delle malattie che più affligge la nostra società. Infatti, solo in Italia, i pazienti affetti da questa malattia è stimato intorno al milione, di cui 600.000 circa affetti solo d’Alzheimer. Inoltre, circa 3 milioni di persone sono coinvolte ogni giorno nell’assistenza di persone affette dalle demenze portando molte difficoltà all’interno delle famiglie. Per questo motivo, si prevede che le demenze, in tempi molto brevi, saranno uno dei problemi più imponenti della nostra sanità pubblica.

Tra le demenze più conosciute e diffuse troviamo l’Alzheimer che tende a insorgere maggiormente nelle persone anziane dopo i 65 anni di età e prevalentemente di sesso femminile.
L’Alzheimer è una malattia molto particolare le cui cause sono ancora ignote, anche se sono stati identificati alcuni fattori che possono aumentare il rischio di sviluppo.Tra i possibili fattori possiamo trovare:

  • storia familiare: avere un familiare che ha già sofferto di questa malattia fa pensare che esistano fattori genetici
  • traumi cranici: aver subito traumi alla testa o colpi di frusta aumenta la probabilità di sviluppare la malattia
  • malattie vascolari: la demenza può essere favorita dal malfunzionamento dei vasi sanguigni del cervello.
  • sindrome di Down: essere affetti da trisomia del cromosoma 21 aumenta il rischio di sviluppare la patologia, probabilmente a causa di una produzione anomala di diverse proteine
  • Stili di vita e condizioni che comportano problemi

 

Alzheimer Fasi

 

Quali sono i sintomi principali della malattia?

Come ogni demenza, l’Alzheimer, è caratterizzata da un decadimento progressivo delle funzioni cognitive, tra cui la MEMORIA. Inoltre, l’Alzheimer colpisce le persone in maniera e in tempistiche differenti. Per questo motivo è possibile distinguere tre stadi principali:

  1. Alzheimer lieve: dove si presentano sintomi come la  perdita di memoria, gli sbalzi d’umore e i problemi di linguaggio. Questo perchè le prime aree del cervello a subire un deterioramento sono proprio quelle che controllano la memoria e il linguaggio
  2. Alzheimer moderato: in questo secondo stadio possono comparire disorientamento spazio- temporale, problemi alla vista, allucinazioni, comportamenti ossessivi e ripetitivi, disturbi del sonno, incontinenza. e perdita della memoria a breve termine
  3. Alzheimer severo:i sintomi elencati precedentemente diventano più accentuati e si aggiungono sintomi come la difficoltà a deglutire, difficoltà nei movimenti, perdita di peso e di appetito e maggiore sensibilità alle infezioni.

 

Tuttavia, ad oggi esistono delle cure che permettono di guarire questa malattia?

 

Ad oggi non esistono ancora cure adeguate per l’Alzheimer, però, i trattamenti disponibili consentono di alleviare i sintomi e, in alcuni casi, di rallentare la progressione della patologia. Le possibili cure da applicare ai propri cari si possono distinguere in due grandi gruppi: farmacologiche e non farmacologiche.

Per le terapie farmacologiche sono disponibili diversi farmaci che possono andare ad alleviare i sintomi della malattia. Tra i  farmaci è possibile trovare:

  • inibitori dell’acetilcolinesterasi: ovvero farmaci che, bloccando l’attività dell’enzima acetilcolinesterasi e aiutano a mantenere nel cervello maggiori quantità di acetilcolina. Andando quindi ad agevolare il corretto funzionamento della memoria e del pensiero.
  • memantina: riduce temporaneamente il deterioramento cognitivo contrastando l’azione del glutammato, un neurotrasmettitore la cui eccessiva attività può danneggiare i neuroni.
  • antidepressivi, ansiolitici, ipnotici e antipsicotici.

Le terapie non farmacologiche, al contrario di quelle farmacologiche, puntano a stimolare la mente del paziente cercando di mantenere attive le sue abilità attraverso azioni come puzzle, costruzioni, musica, lavori di gruppo per cercare di rallentare l’insorgenza della malattia.

A Torino è possibile rivolgersi al centro di  Stimolazione Cognitiva per richiedere un consulto terapeutico, con una psicologa specializzata in demenza ed età geriatrica per il proprio caro, con l’obiettivo di impostare un piano d’azione che possa aiutarlo a rallentare la malattia migliorando le sue abilità cognitive.